Eat'Safe: Italy-China Dialogue in Food Safety

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Nell’ambito dei progetti di ricerca scientifica promossi e finanziati da Fondazione Cariplo, la Fondazione Italia-Cina è protagonista di un progetto di ricerca che - attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro sino-italiano che vede la collaborazione di CAAS - Chinese Academy of Agricultural Sciences intende valorizzare la conoscenza e l’esperienza italiana nell’ambito della sicurezza lungo tutta la filiera agroalimentare e creare un sistema integrato (enti istituzionali, centri di ricerca, aziende) che operi sui temi specifici della sicurezza alimentare.

Il progetto, della durata di un anno, favorirà il completamento e perfezionamento del sistema della sicurezza alimentare cinese tramite l’elaborazione di raccomandazioni, il suggerimento di azioni e la valorizzazione di best-practice.

Il 2 marzo 2016, a Milano, si è tenuto il kick off meeting, la riunione ufficiale di avvio progetto alla presenza dello staff della Fondazione Italia Cina e dei quattro esperti italiani tra cui Antonio Buffa di FB Services.

L’AGROALIMENTARE TRA ITALIA E CINA: ASPETTI LOGISTICI
A cura di Antonio BuffaFB Services

Distribuzione dell'agroalimentare in Cina

Il mercato dell'agroalimentare in Cina risulta fortemente decentralizzato per la presenza di pochi grandi distributori e tale dinamica è presente anche nella logistica dei prodotti agroalimentari importati. Secondo un rapporto EU SME la maggior parte dei distributori tende a prediligere l'ingrosso e a concentrarsi su pochi prodotti già nel mercato. Emerge così la necessità per gli esportatori di curare entrambi gli estremi della supply chain, identificando sia i venditori al dettaglio sia i distributori. La maggior parte dei grossi distributori sono concentrati nelle città di prima fascia delle Province costiere. Tuttavia, i piani di sviluppo economico delle Province interne e la crescita dei del numero di consumatori in queste regioni porterà ad una maggiore domanda di canali di distribuzione anche al di fuori delle aree più avanzate economicamente. Al momento, però, i prodotti importati arrivano nelle città di seconda e terza fascia attraverso i canali dei distributori nelle città di prima fascia. Come riporta uno studio di ITA (lnternational Trade Administration), molti consumatori al di fuori delle città di prima fascia acquistano soprattutto prodotti freschi, con un utilizzo limitato della logistica legata alla catena del freddo. Allo stesso tempo, però, questo settore si è molto sviluppato nei centri più avanzati grazie alla forte domanda di un utilizzo di sistemi di conservazione corretti grazie anche alla penetrazione dell'influenza occidentale sulle tematiche di sicurezza alimentare.

Logistica della catena del freddo in Cina

La logistica della catena del freddo cinese risulta ancora alle sue fasi inziali. Come riporta uno studio di Deloitte, analizzando la capacità assoluta di magazzini refrigerati, sebbene la Cina risulti terza in una graduatoria mondiale - superata soltanto da India e Stati Uniti - la capacità pro capite (0,097 metri quadri per persona nel 201 O) è inferiore a quella del Giappone nel 1965 (O, 15) o degli Stati Uniti nel 1949 (O, 123). Tali risultati testimoniano il grande spazio di crescita per gli operatori del settore nel corso dei prossimi anni. Sempre secondo Deloitte la capacità assoluta di magazzini refrigerati ha avuto una forte accelerazione alla fine degli anni 2000, tanto che è possibile stimare che nel 2013 la capacità di magazzini refrigerati di proprietà pubblica fosse superiore ai 70 milioni di metri cubi. Allo stesso tempo si segnala anche la saturazione di magazzini refrigerati in favore di camion refrigerati, coerentemente con il quadro di un trasporto logistico strutturato in centri di distribuzione nelle città di prima fascia che riforniscono anche i centri minori. La disparità di sviluppo economico fra le Province cinesi si ripresenta nella distribuzione della capacità di immagazzinamento del freddo. Le prime Province per capacità pro capite sono Tianjin, Shanghai, Pechino, Ningxia, Fujian e Shandong, che - salvo in un caso - si trovano tutte nella Cina orientale. Allo stesso modo una ipotetica graduatoria della capacità totale di magazzini refrigerati vedrebbe ai vertici Shandong, Fujian Zhejiang, Shanghai, Guangdong e Jiangsu. Nel settore della logistica di prodotti alimentari, inoltre, è possibile riscontrare le medesime criticità che si possono incontrare in altri settori dell'industria cinese. Fra questi si segnala una allocazione disequlibrata di capacità che in molti casi si rivela essere anche un eccesso di capacità di immagazzinamento. Anche l'avanzamento tecnologico delle strutture logistiche è spesso carente e necessita di diventare parte dei piani di riqualificazione industriale promossi dal governo centrale. La crescente urbanizzazione e la maggiore consapevolezza del consumatore cinese in merito alla sicurezza alimentare sono fattori che possono trainare lo sviluppo della logistica della catena del freddo anche nelle province più interne. 

Sfide per il settore logistico degli alimentari in Cina

Per mantenere le promesse di crescita del settore e per servire i consumatori in aumento nelle Province più interne - secondo una analisi dell'ITA (l nternational Trade Administration) - la Cina deve superare alcuni problemi strutturali sia in termini di formazione del personale sia di capacità tecnologica. Un primo tema, infatti, è costituito da una scarsa conoscenza degli standard internazionali di alto livello che porta innanzitutto ad uno spreco di risorse e ad un aumento dei costi. Un'altra conseguenza è l'abbassamento qualitativo e un effetto barriera per le imprese che vogliono entrare nel mercato adottando standard internazionali. In secondo luogo, l'assenza di personale qualificato e specializzato nella logistica della catena del freddo frena la crescita delle imprese del settore. Infine, come già accennato in anticipo, le infrastrutture logistiche sono male distribuite e non sufficientemente capillari per servire le evoluzioni del mercato. A fronte di un panorama urbano molto sviluppato e dinamico alcune aree pagano la grande dimensione della Cina in termini di trasporti e fornitura elettrica.

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